L’evoluzione dell’approccio della Medicina Funzionale Evoluta ha messo in evidenza come l’intervento migliore sia la ricerca della regolazione delle funzioni, la modulazione dell’intensità della risposta nervosa, il riequilibrio della componente emotivo-affettiva.
Secondo il “modello funzionale evoluto” la centralità della risposta nervosa è condizionata dal nostro stato emotivo, dai modi di reagire che abbiamo imparato nel passato ed abbiamo verificato essere efficaci per superare i problemi e per mantenere un buon equilibrio psicofisico; la risposta nervosa ha come effetto un maggior lavoro fisico a carico degli organi deputati a dare una risposta adeguata a quel comando nervoso. Tanti sintomi, definiti come funzionali, sono in realtà delle somatizzazioni, cioè sintomi di tipo psicosomatico, che perdurano e si cronicizzano nel tempo, sino a condizionare o modificare la funzione d’organo o d’apparato.